Animalandia, il pm chiede un anno e sei mesi
Per la procura importavano cuccioli prematuri dall’Est per venderli

Mirabello. Un anno e sei mesi per tutti i presunti responsabili del caso Animalandia. È quanto ha chiesto al termine di una requisitoria durata ben due udienze il pm Barbara Cavallo. A processo, imputati a vario titolo per frode in commercio, falso e associazione a delinquere ci sono cinque persone. Si tratta dei gestori del negozio Mirabello “Animalandia” (Marco Ferraresi, Elisa Pocaterra, Michela Zucchini, Violetta Chiodi) e del medico veterinario Vittorio Mantovani (per lui l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata al falso).
Il caso esplose nel febbraio 2008, dalle indagini della polizia provinciale, mirate a verificare una serie di presunte irregolarità compiute dai gestori ai danni dei propri clienti e degli animali venduti o tenuti in custodia all’interno dell’esercizio. Cuccioli di cani e gatti che sarebbero stati strappati prematuramente alla madre per essere importati dai paesi dell’Est con passaporto falso per mascherarne l’età, troppo bassa e comunque inferiore a quella necessaria per le vaccinazioni. Alcuni cuccioli di cani e gatti, inoltre, avrebbero accusato problemi sanitari di vario tipo e sarebbero deceduti dopo pochi giorni dall’acquisto.
Secondo la tesi della difesa, invece, rappresentata dagli avvocati Massimiliano Bacillieri per i gestori di Animalandia e Luca Esposito per Mantovani, i titolari non avevano adeguate conoscenze veterinarie e non possono di conseguenza rispondere di inadempienze compiute dall’importatore. Il veterinario, invece, ha assicurato che le consulenze veterinarie sono sempre state fedeli e veritiere (ogni problema di salute degli animali, cioè, sarebbe stato segnalato puntualmente).
Ora la prossima udienza, fissata per il 30 settembre, sarà dedicata alle arringhe difensive. Dopodiché il collegio composto dai giudici Caruso, presidente, Marini e Attinà, a latere, emetterà la sentenza.

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